Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri

Parco nazionale, Capo di ponte

All'interno del Parco, in un ambiente naturale dominato da castagni, abeti, betulle e carpini, attraversato dall’antico percorso di collegamento tra Paspardo e Nadro, è possibile ammirare 104 rocce con incisioni.

Su queste ampie superfici, di arenaria permiana di colore grigio-violaceo (Verrucano Lombardo), levigate e montonate dall’azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle incisero immagini, reali e simboliche, tratte dalla loro vita quotidiana e dal loro mondo spirituale.

Le incisioni erano ottenute picchiettando la superficie con un percussore litico (tecnica della martellina) o, più raramente, incidendola con uno strumento a punta (incisioni filiformi).

La cronologia delle istoriazioni presenti a Naquane va dal Neolitico (IV millennio a.C.) all’età del Ferro (I millennio a.C.), epoca di particolare fioritura del fenomeno, quando la Valle era abitata dagli antichi Camunni. Non mancano incisioni di età storica, romana e moderna.

Sondaggi archeologici condotti all’interno del Parco hanno portato alla luce tracce di frequentazione del tardo Neolitico-età del Rame (III millennio a.C.).

A poche centinaia di metri a Nord del Parco, su un rilievo, si estende l’importante abitato di Dos dell’Arca, fondato nel Neolitico e perdurato fino all’avanzata età del Ferro.

Come arrivare

Una volta giunti a Capo di Ponte, seguire le indicazioni per la Stazione dei Carabinieri e per la Chiesa delle Sante, nei pressi della quale è possibile posteggiare l'auto: di qui, seguendo i cartelli, si raggiunge in pochi minuti a piedi l'ingresso del Parco. I pullman possono  parcheggiare nel piazzale dell'Hotel Graffiti; attraversata la Strada Statale 42, si può imboccare il percorso pedonale che raggiunge il Parco per la via Ronchi di Zir.